Solo blog#2 – Campetto

Con un pallone, qualsiasi sia il tempo, puoi andare al campetto. Non importa se dista cinque, dieci minuti, mezz’ora, se devi prendere due autobus, arrivi al campetto, col terreno argilloso e secco, con pozzanghere lungo una delle fasce, o entrambe, che basta evitare con attenzione o che diventano proprio un gioco, puoi lanciarti in profondità il pallone cercando di scavalcarle con cura e ti sbagli, non aspetti altro, perché poi vai a recuperarlo con un epico intercetto che serve a far ripartire la squadra avversaria, sempre solo te, e puoi correre a perdifiato, a dicembre con il fiato che ti ghiaccia la trachea e corri fino al limite dell’area, tracciato da una linea bianca immaginaria eppure nitidissima dal quale ti aggiusti il pallone che rimbalza sui dossi della terra secca e che si mette nel punto esatto dove la volevi a mezza altezza sul piede destro per concludere a rete verso la porta senza rete e senza portiere e tiri e segni, e meno male, e festeggi a squarciagola e vai a recuperare il pallone e quasi ti dispiace quando ti rigiri e vedi che è arrivato qualcuno e non sei piu solo.

Published by Paolo Baruch Spinoza

Fisico, scrittore, calciatore, giornalista scientifico, non sono nulla di tutto questo. https://twitter.com/PaoloBarucca

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